| Il 2 dicembre del 1992
il venticinquenne Otto Sync, nome ovviamente fittizio, viene
arrestato ed accusato di uso non autorizzato del network informatico
Datapak. Le intrusioni avvengono nel novembre del 1992 a spese
della Televerket, al tempo compagnia telefonica svedese di
monopolio. La persona che ha tracciato l'hacker e ne ha ordinato
l'arresto e' Pege "White Knight" Gustafsson, allora
zelante trentottenne, vecchio "security expert"
il quale aspirava ad una brillante carriera.
Ho incontrato Otto per caso, in Rete, dopo molti anni:
vediamo di capire come un francese che ora vive in un paese
asiatico abbia finito per essere arrestato in Svezia...
1 - Da Lione a Flen
Nazionalita' francese, hacker, esperto in reti di trasmissioni
dati, sistemi UNIX e VMS: dal dicembre del 1991 al febbraio
del 1993 Otto serve il suo Paese, svolgendo servizi "non
bellici" nell'esercito francese.
E' arruolato nel "Volontaire Service National en Enterprises"
come ingegnere PLC (computerized process controllers) in
un'azienda francese di telecomunicazioni a Flen, Svezia.
Dopo aver superato rigorosi test militari, con l'aiuto di
un master in ingegneria e delle sue ampie conoscenze in
matematica applicata e computer science, gli viene offerta
l'opportunita' di svolgere il servizio civile nella filiale
svedese dell'azienda francese.
Essere un solitario francese nella cittadina di Flen non
e' il massimo... Otto narra di una citta' piena di rifugiati
politici, con un'idea locale della fratellenza tra i popoli
non eccessivamente aperta, dove i giovani di Flen tengono
solo a se stessi e lo vedono come uno dei tanti immigrati,
quando gli immigrati in questione non sono francesi bensi'
Iracheni, Curdi, Somali e cosi' via. Come se non bastasse,
Otto non e' abituato alla vita delle piccole cittadine:
"Partii direttamente da Lione, immagina la mia sorpresa
quando mi ritrovai tutto solo, in quel buco di citta', nel
dicembre del 1991..ho sempre e solo vissuto in grandi citta'
e mi ritrovo in un posto senza bar, pub o negozi di computer..."
Il risultato e' semplice: Otto passa la maggior parte del
suo tempo da solo, nel suo appartamento o nell'ufficio dell'azienda.
Sorridendo, mi spiega che "Flen era cosi' noiosa che,
alla fine, vivevo praticamente nel mio ufficio attaccato
al computer: cos'altro potevo fare in quel posto dimenticato
da dio, se non hacking?"
Per le ragioni sopra esposte, dunque, Otto utilizza la
maggior parte del suo tempo per il suo hobby preferito:
l'hacking JQuando arrivo' in Svezia era gia' altamente skillato
e - man mano che il tempo passava - le sue capacita' crebbero
esponenzialmente. Diviene un abitue' della BBS hacker piu'
famosa del paese, Synchron City, esplora ogni sistema raggiungibile,
dalla rete telefonica pubblica della Televerket all'AT&T,
Internet, e cosi' via..Nessuno di questi, pero', era veramente
eccitante per un giovane hacker con tanta voglia di correre
per le Reti: la rete telefonica era semplice da "maneggiare"
ed Internet era bene o male frequentata da persone "normali",
quali ricercatori o studenti. I veri hacker, in quegli anni,
giravano per BBS sulle reti X.25, ed Otto voleva mantenere
i contatti con i propri amici, appartenenti a diversi paesi,
con i quali aveva a che fare ogni notte prima di trasferirsi
in Svezia.
La necessita' era allora quella di avere accesso al piu'
grande Conference System dell'epoca, la "mecca"
degli hacker, QSD, e QSD era accessibile solo dalla rete
internazionale X.25. Nel tentare di accedere a questa chatline,
Otto commise il suo errore piu' fatale: esplorare il Televerket
Datapak Network.
2 - L'errore di Otto: X.25 & Datapak
Datapak e' un network strutturalmente reminiscente ad Internet,
una rete a tipologia packet-switching, dove gli utenti condividono
poche linee dedicate e pagano in base alla quantita' di
dati trasmessi (a pacchetti, o otteti). Generalmente funziona
in modo tale da permettere, mediante l'utilizzo di un modem,
la chiamata ad un numero (POP) di accesso Datapak attraverso
un PAD di accesso alla rete, connesso ad una numerazione
di tipo 020 (come i numeri verdi in Italia, quindi a chiamata
gratuita indipendentemente dalla durata della connessione):
una volta connessi si chiama il numero identificativo (N.U.A.)
di un computer continuamente collegato alla rete Datapak.
Tutti i computer connessi alla rete hanno dunque un proprio
identificativo di utenza, esattamente come ogni abbonato
alla rete telefonica pubblica.
Naturalmente ci si puo' collegare direttamente ad un computer
connesso a Datapak nel caso in cui ci si possa permettere
una costosa connessione dedicata al proprio computer, non
avendo cosi' la necessita' di passare attraverso i punti
di accesso alla rete. In questo modo due computer possono
essere continuamente collegati, evitando gli alti costi
telefonici di una connessione simile a mezzo modem e pagando
solo le spese del traffico dati trasmesso.
Datapak e' stata costruita - come ogni altra rete di dati
dello stesso tipo - sullo standard X.25, il quale descrive
come i computer in un network geografico possano "dialogare"
l'un l'altro. Oltre ad X.25 viaggiano molti altri standard
sul network, quali X.28, X.3 o X.75, ma X.25 e' lo standard
piu' comune e Datapak appartiene allo standard "X.25
network": la rete internazionale e' utilizzata per
interconnettere le reti informatiche di altri paesi, quali
ad esempio TymNet (USA, la quale produce anche gli apparati
utilizzati dal network svedese), SprintNet (USA), Telepac
(Francia), Itapac (Italia), etc...ogni paese industrializzato
ha dunque la propria rete dati su protocollo X.25.
Ogni paese ha anche un proprio identificativo di rete (prefisso,
DNIC), il quale va anteposto al NUA nel momento in cui si
vuole inviare la chiamata in un paese differente da quello
della nostra chiamata di origine. Ricordo che uno "sport"
molto diffuso su QSD era proprio quello di collegarsi dai
posti piu' strani del mondo (QSD identificava il paese e
la rete chiamante a fianco del nickname), ed apparvero allora
simpatici e strani utenti del tipo "Nobody (Gabon)",
"Bayernpower (Trinidad&Tobago)", "Sentinel"
(Papouasia), Machine (Italy/Italcable), etc...
La rete internazionale di dati X.25 si e' sviluppata in
Europa dalla meta' degli anni '80 in poi, ma in Svezia non
e' mai stata eccessivamente grande: il motivo e' il target
di utenza, il quale non e' rivolto ad un mercato consumer,
bensi' alle corporation. Il grande mercato consumer e' stato
poi conquistato da Internet, con l'iniziale diffusione in
ambiti accademici e la nascita di svariati service provider,
creando cosi' una competizione nelle offerte di mercato:
esattamente il contrario di X.25, dove i fornitori erano
pochi e quasi in regime di monopolio. Questa tipologia di
rete e' sempre stata largamente utilizzata per gestire links
logici tra reti private, ma e' comunque usata anche per
collegamenti alle dorsali Internet.
Quello che pero' Otto non sapeva o non credeva quando fece
la richiesta di abbonamento a Datapak - al solo fine di
ottenere i manuali e gli schemi tecnici dei PAD - fu che
la rete Datapak era un piccolo sistema in un piccolo paese
e che, quindi, la persona che avesse tentato "manipolazioni"
strane sarebbe subito stata individuata dai sistemi di monitoring.
La rete telefonica pubblica e' estremamente sicura grazie
a tutte le telefonate che la gente fa in posti strani in
giro per il mondo e, di conseguenza, sporadici casi di manomissione
o abuso si perdono nella vastita' delle chiamate "legali".
3 - NUI scanning e manuali ufficiali
Datapak e' una rete di dati molto piccola e con pochi abbonati,
i quali chiamano sempre gli stessi sistemi: ancor prima
dello stupore dei tecnici nel vedere chiamate X.25 continue
su QSD France, Otto catturo' la loro attenzione iniziando
a "scannare" i codici di accesso alla rete. Spiego
anche il motivo - prima di raccontare il simpatico e curioso
modo in cui il nostro eroe inizio' queste operazioni di
"indagine" - del panico e della preoccupazione
dei tecnici Datapak verso l'hacking: tra il 1990 ed 1992
il gruppo hacker inglese 8LGM (8-Little Green Men come li
conobbi io, o 8-Legged Groovin' Machine, sull'onda di un
gruppo pop degli anni '80, come dicono altri) effettuo'
una serie di scanning su 22.000 indirizzi X.25 Datapak,
violando 380 sistemi informatici in tutto il paese. Una
prima conseguenza di questo raid fu che da allora tutte
le attivita' su Datapak sono registrate ed analizzate; violare
un sistema era diventato un po' come il girare con luci
di emergenza attaccate alla testa per il centro di Flen
o a Passerano Marmorito: una presenza non troppo discreta...
Quando Otto inizio' a scannare Datapak, la Televerket si
accorse immediatamente di lui.
Il nostro amico non si abbono' a Datapak con il logico
e banale scopo di utilizzarla, ma semplicemente per avere
accesso alla documentazione tecnica data ad ogni abbonato
e capire il funzionamento della rete.
In questo modo scopri' che ci si collegava a Datapak chiamando
il numero 020-910037 e fornendo il proprio identificativo
di rete (NUI): fatto cio' si potevano effettuare tutte le
chiamate X.25 che si voleva ed il traffico dati sarebbe
stato addebitato alla NUI utilizzata, la quale identifica
il cliente e funge da parametro per la contabilizzazione
e l'invio della bolletta del traffico dati.
Il manuale Datapak della Teverket forniva anche una serie
di informazioni estremamente utili, come l'esempio di seguito
riportato, preso dalla pagina 4:
"per collegarsi con un utente di rete, componete il
numero 020-910037 utilizzando un modem. Quando il modem
risponde, digitate tre volte "." seguito da un
invio (CR, Carriage Return, il tasto invio).
Poi scrivete:
N123456XYZ123-024037131270 <CR>
N indica al PAD con il quale siete connessi che quanto
segue sono l'utente e la password (utente+password=NUI)
123456 e' l'identificativo (utente) che vi assegnano nel
momento della sottoscrizione all'abonamento Datapak
XYZ123 e' la vostra password segreta
Il numero dopo il trattino "-" e' l'identificativo
di rete (NUA) che volete chiamare (il computer al quale
volete collegarvi)."
Proseguendo nella lettura del manuale, viene spiegato dai
gentilissimi e precisi signori della Televerket cosa l'utente
123456 debba fare per cambiare la propria password da BERTIL
a CAESAR: la NUI 123456 e' chiaramente utilizzata come esempio.
Ora, un lettore qualunque avrebbe sfogliato o letto il
manuale, capito bene o male il funzionamento della rete
e del PAD e si sarebbe fermato li'.
Otto legge, rilegge, e riflette...
Partendo dalla logica di 6 caratteri per l'utente e 6 per
la password e prendendo come dato di fatto che l'utente
e' composto da una serie di numeri, Otto inizia una serie
di pensieri i quali daranno come risultato finale il primo
hacker tool svedese: un NUI scanner.
Lo scanning e' una tecnica nata originariamente come strumento
per le reti telefoniche pubbliche, la cui logica e' quella
di effettuare chiamate a dei numeri telefonici, in ordine
sequenziale. Si inizia quindi ad esempio da 06-5555555,
chiamando 06-5555556 (3 squilli e via), 06-5555557 e si
prosegue, sino a quando non si trova un modem che genera
un segnale di risposta. Quando si trova un computer si prende
nota del numero telefonico e si passa al successivo. Alla
fine si scelgono dall'elenco dei computer trovati i numeri
e si prova a bucarli. Quest'esempio riguarda ovviamente
lo scanning manuale e "casalingo", ma ritengo
che illustri pienamente la logica dello scanning. Scannare
a mano diventa, a lungo andare, faticoso, e si arriva quindi
a scrivere un software (o ad utilizzarne di gia' fatti)
che, automaticamente, compone sequenzialmente numeri telefonici
e registra su un file i modem trovati in risposta. E' importante
puntualizzare come lo scanning, di se', non sia illegale:
si ha un abbonamento telefonico appositamente per effettuare
telefonate, alle ore ed alle persone che si vuole.
Otto ebbe dunque l'idea di scrivere uno scanner che provasse
diverse combinazioni di username e password per la rete
Datapak.
Devo dire che, se si pensa come il tutto parti' a causa
della volonta' di Otto di parlare con i suoi amici hacker
di QSD, me incluso, questa storia ha dei risvolti veramente
comici ed altamente ironoci: aggettivi che si addicono peraltro
moltissimo al carattere di Otto.
Ad ogni modo lo scanner di Otto Sync era un po' differente
dagli scanner scritti per le reti telefoniche. Non agiva
infatti con la logica di trovare un numero attivo, ma delle
NUI per avere l'accesso al Datapak network. In genere un
PAD X.25 (il POP per gli accessi via modem alla rete) permette
solo tre tentativi di identificazione prima che la chiamata
venga fisicamente disconnessa. Provando tre identificativi
ogni telefonata, lo scanner sarebbe divenuto molto lento,
rallentato dalle fasi di chiamata/disconnessione/ricomposizione
del numero telefonico; inoltre Otto avrebbe speso parecchio
e questo non rientrava ovviamente nella sua ottica di "economia
casalinga". Si dice che la necessita' aguzza l'ingegno
ed il nostro amico scopri' che collegandosi con il sistema
informativo della rete Datapak si potevano provare tre password
alla volta, rifare la chiamata X.25 (senza dunque scollegarsi
dal PAD) e provare altre tre combinazioni. In questo modo
lo scanning era incredibilmente veloce e la rapidita' di
esecuzione combatteva contro il basso numero di probabilita'
nel trovare uno username attivo ed azzeccarne anche la relativa
password.
A questo punto serviva una NUI di partenza per testare
il programma, ed Otto inseri' per puro caso una combinazione
utent/password alquanto stupida, username 123456 (l'utente
riportato nel manuale Datapak come esempio) e la password
654321: con un iniziale stupore seguito da una risata di
puro divertimento, la combinazione funzionava! L'identificativo
123456 apparteneva alla Televerket, una NUI di test che
probabilmente era stata lasciata attiva per dimenticanza.
Otto aveva finalmente la soluzione al suo problema, ed inizio'
a chiamare regolarmente QSD ed incontrare i suoi amici:
gente come SCSI, il quale e' entrato in tutte le reti X.25
esistenti al mondo (nessuna esclusa, ci tengo a dirlo),
Sentinel dalla ex Yugoslavia, Venix, giovane greca, Sevep
Up, sysop di SecTec, una BBS hacker X.25 tedesca.
I chat con gli amici proseguirono sino a quando, nella
notte del 7 di novembre del 1992, Otto viene contattato
da un altro hacker dalla Svezia: il "Cavaliere Bianco".
La prima conversazione tra Otto Sync e White Knight viene
di seguito riportata. E' importante sottolineare come tutti
i dialoghi intercorsi tra i due furono successivamente utilizzati
come prove a carico dall'accusa.
White Night : Hi! Hej! [Hej e' "ciao" in svedese]
Otto Sync : Hi! Hej! Sorry I'm not Swedish I'm French.
Calling from Flen, a #$&% city 120 km from Stockholm.
WN : I see. What are you doing there?
OS : Working as an automation engineer at a French company.
And you?
WN : I'm working at Volvo.
OS : Where? I worked at their factory in Olofstrm
some months ago.
WN : DA-verken in Gteborg. [Gothenburg]
Il dialogo prosegue con scambi di pareri su questioni tecniche,
come tutti gli hacker fanno. Otto chiede a White Knight
come riesca ad utilizzare il set di caratteri svedesi e
poi i due discutono su diversi programmi di emulazione terminale.
White Knight porta poi il dialogo sul come Otto faccia a
collegarsi a QSD e chiede se sa quanto gli costa (!). Otto
gli parla di outdial[9] per chiamare BBS americane "H/P/A",
Hacking, Phreaking e Anarchy, file testuali perfettamente
legali i quali descrivono tecniche e metodologie di hacking,
e di Synchron City, BBS locale che lui chiama spesso.
White Knight non ha mai sentito parlare di Synchron City
ed e' subito curioso. Otto continua a chiamare QSD abbastanza
regolamente nelle settimane successive e nella notte del
29 di novembre il Cavaliere Bianco riappare di nuovo. Non
riconosce subito Otto - il quale usa un altro nickname -
e Otto si e' gia' dimenticato di lui. Otto ha detto della
NUI solo ad un altro hacker, Phred, e si insospettisce vedendo
che White Knight usa la NUI 123456: inizia cosi' a parlare
con lui.
WN : Hi.
OS : Phred?
WN : No, but I know him!
OS : I guess so... I know you?
WN : Fun, do I know U?
OS : Maybe, I'm usually Otto Sync here...
WN : Hi Otto, hm hm hm.
OS : Hey, could you tell me who you are... cool!
WN : U speak Swedish?
OS : Very badly. But can't you tell me who u are?? As for
me, I'm the one who found the NUI you're using.
WN : Why do U think I use the NUI "you" found?
OS : You can ask Phred if you don't believe me.
WN : Why should I ask Phred?
OS : Because he was the first one to whom I gave the NUI.
We talk voice sometimes.
WN : What NUI?
OS : The very obvious one with the very obvious password.
And the second one that I see on QSD.
WN : Wow, I haven't spoken to Phred 4 a long time!
Il "non capirsi" tra Otto Sync e White Knight
e' ovviamente dovuto al fatto che quest'ultimo non e' un
hacker. Infatti in realta' chiamava dall'interno della Televerket
stessa, utilizzando la linea di test dell'azienda, NUI 123456.
Quando Otto sottolinea di essere stato lui a trovarla, il
cavaliere bianco capisce e si immedesima nella parte. Otto
nelle settimane trascorse dal primo incontro ha realizzato
il suo NUI scanner ed utilizza le NUI trovate a rotazione,
per non rischiare di "bruciarne" addebitando troppe
chiamate su una singola utenza.
OS : The previous [NUI I used] was 159800. Are you from
Sweden by the way?
WN : Sweden what.
OS : Just wondering... If you don't want to chat, then why
go on QSD?
WN : Of course I want 2 chat. I'm Swede! R U?
OS : Nope I'm French. But I like Televerket, except when
they send me bills :)
WN : Do they? Why?
OS : I asked for a NUI some weeks ago to get the technical
doc about the PAD... But I won't pay!
Al termine di queste parole White Knight si disconnette,
va alla stampante e prende il print-out della conversazione.
Questo tabulato e' stato utilizzato come parte delle prove
dall'accusa nel processo ad Otto Sync alla Katrineholm Court
of Law, Televerket Sweden contro ********* ********, alias
Otto Sync, per "violazione ed abuso di sistemi informatici
statali di pubblica utilita'".
4 - Il Cavaliere attacca
Otto non sapeva che mentre la conversazione aveva luogo
la Televerket lo stava tracciando per identificare la sua
utenza telefonica: dal giorno precedente, 28 novembre, sino
al 1¬ dicembre, giorno prima dell'arresto, la Televerket
registra tutto il traffico telefonico in uscita dall'azienda
francese verso l'esterno. Il riuscire in questo compito
significo' prendere misure quasi straordinarie per la tranquilla
Svezia ed in particolar modo per la remota cittadella di
Flen. La centrale del paese non era provvista dei commutatori
elettronici di nuova generazione quali l'AXE, (Automatic
Cross Connection Equipment) ma funzionava con vecchi sistemi
di switch elettromeccanici. Se la centrale fosse stata fornita
di una tecnologia di tipo AXE il monitoraggio sarebbe stata
una questione tutto sommato semplice, in quanto il sistema
avrebbe richiesto una serie di informazioni continue all'IS
- l'Information System della Televerket - il quale puo'
monitorizzare automaticamente un'utenza per un tempo illimitato
ed effettuando incroci su una svariata mole di dati on-line
ed off-line. L'attuale telecom svedese, Telia, risultato
della privatizzazione della Televerket, e' a tutt'oggi un
carrier telefonico molto avanti sul fronte del controllo
della risorsa e degli abusi di un sistema telefonico nazionale.
La Televerket sotto la direzione di Pege Gustafsson identifico'
e traccio' le chiamate abusive e fraudolente al numero 020-910037
del PAD Datapak e ad un certo punto si trovo' di fronte
ad un group number, vale a dire un "fascio" di
linee telefoniche collegate ad un centralino telefonico
interno (PBX nella fattispecie) il quale smistava circa
500 telefoni interni. Arrivando al group number non avevano
nessun tipo di prova in mano, dato che la chiamata poteva
esser stata fatta da uno qualunque dei telefoni sparsi per
l'azienda dove Otto presumibilmente lavorava. Nulla collegava
le chiamate ad una persona fisica e questo e' invece quanto
richiesto in questa tipologia di reati.
Naturalmente l'intera fase di tracing fu supervisionata
da Pege "White Knight" Gustafsson.
Il 2 di dicembre quando la polizia va ad arrestare Otto
(con grande imbarazzo di quest'ultimo) al lavoro, Pege e'
li', perquisisce il suo ufficio, sequestra blocchi di appunti
e materiale per computer. Poi lo portano a casa, gliela
fanno aprire la porta dell'appartamento e proseguono la
perquisizione.
La gita turistica termina alla stazione di polizia di Katrineholm,
l'autorita' di polizia piu' vicina a Flen, per l'interrogatorio.
Durante il tragitto nella mente di Otto corrono tantissimi
pensieri... Cosa dire? Pensavo che fosse una BBS? Credevo
fosse un sistema libero? Reverse charging?
Arrivato sul posto ed iniziato l'interrogatorio, il nostro
amico Otto prende tempo chiedendo la presenza di un interprete.
All'arrivo di quest'ultimo chiede di un avvocato, ma accetta
di proseguire l'interrogatorio (in realta' non ancora iniziato!)
senza la presenza dell'accusa (Televerket), i cui rappresentanti
non erano ancora arrivati. L'azienda manda i dipendenti
francesi alla scuola serale di svedese e cosi' Otto riesce
ad afferrare ogni tanto qualche parola di commento dei poliziotti,
ma ritiene comunque "eccessivo" contattare l'ambasciata
francese e declina cosi' anche questa proposta. Spiega di
essere sotto servizio civile in un'azienda di Flen e che
pensava di continuare a lavorare li' anche alla fine del
periodo di leva.
Alle 14.25 Otto vive quello che sicuramente e' uno dei
momenti piu' belli della sua vita: arriva l'avvocato a lui
assegnato, il quale risulta essere una persona altamente
professionale, con un proprio studio legale specializzato
in dispute tra multinazionali dell'industria corporate.
Il caso dell'hacker lo ha subito interessato e si e' fatto
avanti per prendere la difesa di Otto. Otto mi racconta
di come abbia visto subito in quest'uomo "un capo,
un vero professionista, e lo dico con tre processi alle
spalle ;)". Un'ottima persona, molto ben educato ed
amante dei vini francesi...
5 - Interrogatorio e carceri svedesi
L'interrogatorio prosegue dunque con la presenza dell'avvocato
difensore, l'interprete, la polizia e il giudice: i soli
a parlare sono Pege ed Otto Sync, i quali narrano e disquisiscono
su argomenti incomprensibili ai presenti. Otto insiste nel
dire che era alla ricerca di un numero a reverse charge
(l'equivalente del numero verde su X.25) e di come pensasse
che la NUI 123456 trovata nel manuale Datapak (rete alla
quale era regolarmente abbonato!) fosse una test line di
qualche tipo.
Otto punta dunque la sua difesa verso l'innocenza piu'
totale giocando sulla figura di un giovane francese volenteroso
e ligio al dovere, estremamente appassionato di informatica
e telecomunicazioni. Ammette la propria curiosita' e sottolinea
come sia proprio quest'ultima ad averlo spinto all'esplorazione
dei sistemi informatici della Televerket.
Ovviamente Pege tira fuori gli stampati delle sessioni
di chat dove si mascherava come White Knight e chiede un
confronto rispetto a quanto scritto su QSD: Otto realizza
per la prima volta di avere davanti a se' quel White Knight
e capisce come lo vogliono intrappolare. Si adatta dunque
ai fatti, evidenziando come chiunque avrebbe potuto utilizzare
il suo alias su QSD. Pege chiede se ha mai "passato"
la NUI 123456 ad altre persone ed Otto, ovviamente, risponde
di no.
Dopo tutti gli anni passati da allora, oggi Otto mi racconta
di come "Pege tento' di farmi dire che sapevo benissimo
quello che stavo facendo quando trovai la NUI, ma io continuai
a negare e ripetei di come fossi convinto di utilizzare
una linea pubblica in reverse-charge, continuando per quella
linea. Naturalmente Pege pensava fossi un vero stronzo,
lui sapeva perfettamente chi ero e cosa facevo: aveva ragione
su tutti i fronti, ma non era proprio il caso di dargli
ragione davanti a tutti!"
Quando l'interrogatorio termino', verso le 6 di sera, lo
portarono in cella, dato che si era fatto troppo tardi per
andare in aula il giorno stesso. Otto rimase immediatamente
impressionato dallo standard di custodia svedese: "In
Francia c'e' sporcizia, devi dormire con gli ubriachi ed
i clochard, difficilmente ti danno da mangiare e subisci
solo trattamenti duri...al Katrineholm era come essere in
un hotel, avevo il mio piccolo letto in una stanza molto
carina e pulita. La mattina mi hanno portato la colazione,
buona come quella che ti danno in aereo, ed il tutto era
semplicemente fantastico! Certo, il mio spirito e' sempre
stato positivo e quindi prendo gli avvenimenti in tal senso,
ma ho dormito veramente bene durante il mio soggiorno nelle
patrie galere svedesi J"
Il giorno successivo portano il nostro amico alla corte
di Katrineholm, la quale decide di non proseguire con lo
stato di detenzione in carcere: Otto riceve un "travel
ban", il che significa la requisizione del passaporto
e l'obbligo di presentarsi ogni sera alla stazione di polizia
di Flen (bisogna dire anche che i poliziotti locali non
vedevano di buon occhio Otto gia' da molto tempo, essendo
il solo giovane del paese a non uscire mai e stare sempre
chiuso nel suo ufficio...) sino all'inizio del processo.
6 - "Pericoloso Terrorista Internazionale"
Cio' che diede origine alla catena di eventi culminata
con il tracciamento di Otto da parte della Televerket fu
lo scanning del PAD Datapak. Quando Pege realizzo' che qualcuno
stava scannando il PAD per trovare NUI di accesso alla rete
la sua prima reazione rasento' lo shock puro: il glaciale
svedese torno' con la memoria a due anni prima, quando i
fratelli Pad e Gandalf degli 8LGM - due hacker perfettamente
normali ed estremamente curiosi - effettuarono il loro raid
informatico. Nel 1990 quegli attacchi furono immediatamente
scambiati per attacchi da parte di gruppi tettoristici stranieri
e, probabilmente, nel 1992 il nostro Pege continuava a pensarla
cosi', non avendo mai avuto l'occasione di conoscere di
persona i due simpatici fratelli inglesi che tanti problemi
hanno anche dato, nel corso della loro carriera, alle agenzie
governative statunitensi ma che mai hanno avuto a che fare
con organizzazioni terroristiche di alcun tipo.
Come tutti i "security official" in Svezia, Pege
Gustafsson aveva letto il libro "The Cuckoo's Egg"
di Clifford Stoll. Nel libro Stoll descrive come lui, utilizzando
molta immaginazione e notti senza fine di lavoro non pagato,
riesce a tracciare un hacker entrato nel suo sistema a Berkeley,
il quale stava iniziando a cercare segreti militari attraverso
la parte americana della rete Internet. L'hacker che svolgeva
questa missione era del KGB e riceveva istruzioni da hacker
come Pengo e Hagbard, fricchettoni cocainomani che operavano
da Berlino Est.
Immedesimiamoci dunque nella mentalita' di Pege, nella
sua probabile volonta' recondita di fare come Stoll ed avere
a che fare con un'organizzazione internazionale di spie
informatiche che congiurano contro la sicurezza della Svezia...il
risultato e' che, non appena Otto inizia a scannare la rete
svedese, Pege accende le sirene di allarme. Gli eventi vengono
probabilmente associati con altri avvenimenti simili precedentemente
accaduti e l'idea che la Televerket se ne fa, grazie alla
profonda conoscenza del mondo hacker di Gustafsson, non
e' quella di "una somma di piccole scorribande hacker
con l'utilizzo di semplici scanner", bensi' di "un
sistematico piano di attacco e tentativi di intrusione generato
da qualche potenza straniera". Pura e semplice paranoia,
direi io. E voi?
Come se non bastasse (si sa, i casini si creano da soli
ma hanno poi una capacita' incredibile di espandersi e collegarsi
esponenzialmente: Mr. Murphy e le sue leggi insegnano a
tal proposito) dopo aver chiuso il cerchio attorno al "terrorista"
Otto Sync in quel di Flen ci furono una serie di "conferme"
ai forti sospetti di "congiura internazionale"
avanzati da Pege: Otto fece diverse chiamate in Tailandia,
le quali furono interpretate come comunicazioni con i fantomatici
mandanti dell'operazione terroristica (nell'ottica di Gustafsson
questi potevano essere chiunque, dal KGB all''IRA passando
per il Mossad israeliano). In realta' le telefonate erano
indirizzate ad un amico di vecchia data di Otto, al quale
l'azienda aveva dato l'autorizzazione di effettuare chiamate
in Tailandia in qualunque momento. Ogni hacker conosce giocoforza
una serie di persone sparse per il pianeta, in quanto il
"villaggio globale" e' la loro casa naturale.
Io stesso entrai in contatto con Otto Sync, Sentinel ed
altri amici tra la fine degli anni '80 e l'inizio del '90
e, da allora, passo spesso ore al telefono - oltre che naturalmente
on-line - con loro, anche se i miei interlocutori sono comunque
disseminati tra Asia, Stati Uniti e Canada.
Cosi', quando la polizia e la Televerket fanno irruzione
nell'ufficio di Otto Sync il 2 dicembre 1992 cio' che si
aspettano di trovare e' un pericoloso terrorista internazionale:
quello che si trovano davanti e' invece un ingegnere venticinquenne
socialmente disadattato, isolato dalla "vita sociale"
di Flen ed alquanto annoiato, il quale si diverte esplorando
la rete Datapak, non avendo nulla di meglio da fare.
Otto mantiene la sua innata e spiccata ilarita' e senso
dell'humour, descrivendo come "il mio amico Pege pensava
di essere il buono che dava la caccia al cattivo. Mi disse
di essere un fan di Clifford Stoll e che lo aveva addirittura
incontrato in qualche security conference anni prima".
Durante l'interrogatorio Pege disegno' delle mappe per illustrare
i paesi ai quali l'hacker aveva accesso tramite connessioni
X.25, mappe che sembravano, a detta di Otto, "schemi
presi dal vostro manuale di terrorismo internazionale tascabile.
Sebbene questo comportamento da parte della polizia e delle
squadre speciali informatiche possa sembrare strano, paranoico
e circostanziato al caso specifico della Televerket, non
dobbiamo dimenticarci del fatto che, negli arresti avvenuti
in Europa tra il 1990 ed il 1995 per quello che viene definito
hacking "elitario", tutte le persone arrestate,
me incluso, furono inizialmente accusate di "terrorismo"
dalle forze di polizia ed Interpol dei rispettivi paesi.
Per fare poi comprendere sino in fondo l'assurdita' dei
fatti e' importante sottolineare come, proseguendo nelle
indagini di polizia, l'accusa di terrorismo nei confronti
di Otto ando' si' a cadere ma, nonostante cio', i sospetti
su Otto rimasero a lungo anche dopo la sua partenza dalla
Svezia. Quando nell'autunno del 1993 furono rubati da un
deposito militare i programmi informatici che controllavano
e gestivano le liste di partenza, le misurazioni dei tempi
ed i risultati finali per i Giochi Olimpici di Lillehammer
del 1994, la polzia norvegese, per qualche motivo, credette
in un'implicazione di Otto.
Il Quotidiano l'Expressen[10] lo defini' "il leader
hacker" e colse l'occasione per indirizzare i sospetti
verso Otto e verso l'azienda per la quale aveva lavorato
a Flen[11]. Tra le righe lasciarono inoltre trasparire come
quella fosse la modalita' utilizzata dai militari francesi
per inviare spie in Svezia, usando quindi la filiale svedese
come una copertura (!). "Personalmente", mi dice
Otto, "in quel periodo ero in Tailandia e mi trovavo
senza una lira e senza computer: la Tailandia e' comunque
molto distante da Lillehammer...".
Grazie ad Otto si scomodo' persino la SÄPO[12] la
quale, attraverso il direttore generale Jrgen Almblad,
rassicuro' i cittadini e l'opinione pubblica svedese, sottolineando
come i volontari del servizio civile operanti in Svezia
- e Otto Sync in particolar modo - non rappresentavano un
pericolo sul fronte della sicurezza dello Stato.
Persino il nostro amico Pege alla fine realizzo' che Otto
non era quello che lui credeva. Privatamente Pege ammise
ad Otto che se avesse saputo prima come stavano le cose
molto probabilmente non avrebbe proseguito nelll'indagine
o, almeno, non in quel modo e sino a quel punto e quei livelli
di assurdita'. "Disse persino che gli sarebbe piaciuto
farsi una birra con me, quando il tutto fosse giunto alla
fine". Oggi come oggi Otto nutre molti dubbi circa
la competenza di Pege nella security: "Mi ricordo che
mi racconto' del suo interesse nei 'security concerts',
ed ancora oggi mi chiedo se fossero concerti rock... Nonostante
lui fosse il responsabile security alla Televerket, non
ne sapeva abbastanza di Unix Security e tecniche di hacking.
In effetti risultava essere abbastanza ignorante persino
su argomenti di base quali il reverse-charge su Datapak.
Ed era il suo lavoro!"
7 - "When the game gets tought, the toughts get playing"
(L'angelo e il Diavolo)
Alla fine il nostro Pege capisce e abbandona piano piano
l'idea di difendere la Svezia dai terrorismi immaginari.
Il 18 dicembre il Cavaliere Bianco della Televerket riesce
nel suo intento di trasportare il Drago Francese in una
corte svedese con l'aiuto del procuratore distrettuale Christer
Pettersson.
Il processo e' di per se' una farsa, la quale presto scopre
le sue pecche: tra tutte le personi presenti, solo Pege
e Otto hanno le conoscenze tecniche necessarie per comprendere
le accuse della Televerket. Come diretta conseguenza a questa
constatazione, la prima cosa che l'avvocato di Otto fa e'
sbattere fuori dall'aula Pege Gustafsson, dato che non vi
e' alcun motivo per giustificare la sua presenza. L'unica
volta in cui Pege e' ammesso all'aula e' durante il controllo
incrociato delle accuse richiesto dalla corte e dalla giuria.
Otto Sync rimane dunque il solo in grado di capire le accuse
che gli sono mosse.
Otto a questo punto si illumina e mi spiega come "il
processo fu veramente divertente, dato che nessuno dei presenti
aveva la benche' minima idea dell'oggetto delle accuse.
Alcuni dei documenti che produssi durante il processo era
un pochino "a doppio senso", come un'e-mail di
un tizio il quale mi spiegava come utilizzare il reverse-charge
su Datapak. Portai anche una lista valida di tutte le BBS
svedesi, spiegando al giudice che le stesse erano computer
ad accesso libero. Naturalmente nessuno colse la profonda
differenza esistente tra una BBS che gira su un 386SX nella
stanza di un teeneger diassettenne e un data network X.25
mondiale..."
Otto Sync non si ritiene colpevole di nessun crimine ed
e' abbastanza sveglio da utilizzare semplici descrizioni
affinche' la giuria possa comprendere i fatti. Non nega
assolutamente di avere utilizzato la rete Datapak esattamente
come la Televerket accusa ed e' pronto a pagare per quello
che ha fatto. Ma crede anche di non essere responsabile
dei costi che la Televerket ha dovuto supportare per identificarlo
e non pensa che sia ragionevole una sua condanna al pagamento
delle spese tecniche e di imvestigazione.
Pege viene chiamato solamente per descrivere come e' avvenuto
il tracing (il tracciamento e la localizzazione) di Otto:
per tutto il resto dei dati il materiale di riferimento
imposto alla giuria e' rappresentato dal "preliminary
investigation protocol", un'orribile pila di carta
contenente per la maggior parte descrizioni tecniche e diversi
log dei tracing portati avanti da Pege stesso. Tra le "prove"
contro Otto troviamo invece i suoi stessi appunti, alcuni
dei quali completamente incomprensibili ad Otto stesso:
e' bene spiegare che quando un hacker quando prende appunti
lo fa in condizioni "off-limits", scrivendo in
genere malissimo a mano gia' di suo e comunque dovendolo
fare di fretta in quanto si deve proseguire nelle proprie
opere di hacking e, in fondo in fondo, senza un enorme interesse
verso il sistema appena violato ed i dati da trascrivere,
in quanto si e' gia' in procinto di sfondare il successivo.
Ad ogni modo gli appunti sequestrati riportavano dettagliate
informazioni tecniche su numeri telefonici e linee di accesso
a differenti sistemi informatici sparsi per il mondo; per
la giuria null'altro se non un lungo elenco di numeri e
parole incomprensibili.
Senza ulteriori informazioni sulla tipologia delle informazioni
riportate, queste criptiche annotazioni vengono chiamate
"hacker notes" dalla corte, unitamente ad un accrocchio
di print-out di file trovati nell'hard disk di Otto.
Questo materiale viene inserito dall'accusa nella sezione
prove con il chiaro intento di fare apparire Otto come una
"parte oscura", una figura non ben definita e
quindi altamente pericolosa, appartenente ad una certa subcultura
"deviata".
8 - And the Winner is...
L'effetto finale sulla corte e' invece quello di dare una
serie di impressioni:
- come primo punto, il risultato apparente e' che la Televerket
non e' in grado di presentare e illustrare accuse attendibili
e perseguibili ai fini del processo;
- in seconda istanza la giuria e' tremendamente annoiata
dalle spiegazioni di Pete Gustafsson, mentree viene trasportata
dalle capacita' illustrative di Otto (naturalmente utilizzate
dallo stesso a proprio favore);
- come diretta conseguenza la sola certezza nella mente
della giuria riguarda l'assoluta trasparenza ed innocenza
di Otto (indipendentemente dal pensare o meno se Otto abbia
effettivamente mentito sull'argomento), il quale espone
chiaramente la sua posizione e insiste nello spiegare come
reputasse quelle chiamate gratuite e completamente legali.
Data l'impossibilita' del pubblico ministero a provare
il contrario, la giuria esprime un giudizio di non colpevolezza.
La Televerket, dal canto suo, tenta di richiedere i danni
e richiede l'espulsione di Otto dalla Svezia: ambedue le
richieste vengono respinte e la Televerket viene condannata
ad assumersi i propri costi processuali e di indagine.
Telecom 0, Hacker 1.
Televerket perde, Otto Sync vince.
La sentenza fu emessa il 18 dicembre del 1992, ma non fu
resa pubblica sino all'8 gennaio del 1993.
Ripensando a quanto accaduto Otto dice "sebbene fossi
colpevole come un diavolo, ne uscii come un angelo e la
Televerket perse il caso. Questo e' quanto. Io proseguo
per la mia strada".
La Televerket, oggi Telia, richiede un appello alla sentenza
il 15 gennaio. Dato che Otto sarebbe stato fisicamente presente
in Svezia solo sino al primo di aprile, viene richiesto
alla corte di rivedere il caso prima di quella data (richiesta
ovviamente priva di speranza).
Nel settembre del 1993 Otto e' nuovamente in Francia e,
altrettanto naturalmente, continua a fare hacking. Una notte
White Knight entra su QSD: "iniziai a chattare con
Pege, il quale mi attendeva in aula ad ottobre. Non fu troppo
felice di vedermi di nuovo su QSD, dato che quasi certamente
chiamando da un sistema bucato. Molto probabilmente non
sarebbero stati in grado di richiedere l'estradizione in
Svezia e, ad ogni modo, avevo gia' un biglietto aereo prenotato
per Bangkok per il 4 ottobre". La Corte d'Appello riesamina
il caso il 25 di ottobre. Siccome la Televerket non ha fornito
nulla di nuovo all'evidenza delle prova e data la non reperibilita'
di Otto, la Corte d'Appello svedese decide di considerare
il caso chiuso.
La Televerket e Pege perdono nuovamente.
Otto Sync ha lasciato nel 1994 il suo lavoro di ingegnere
software presso una grande multinazionale a Bangkok. Attualmente
e' amministratore delegato e fondatore della piu' importante
azienda asiatica in campo I.T. Security; Pete Gustafsson
continua ad occuparsi di sicurezza alla Telia, Sweden National
Telecom Company...
Questa e' la storia di Otto Sync e Pege Gustafsoon e di
come un hacker solitario abbia vinto contro una serie di
realta' molto piu' grandi di lui.
Credo che questi fatti possano essere una lezione di vita
su piu' fronti: lascio ai lettori il giudizio finale. Da
parte mia ho solo la felicita' di avere ritrovato un vecchio
amico, la gratitudine per aver ascoltato una storia bellissima
e l'autorizzazione a raccontarla al pubblico italiano. Grazie
Otto, "c u l8r" ;) ...
Raoul Chiesa
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[1] Esperto (Skilled)
[2] B.B.S., Bulletin Board System
[3] Commutazione di pacchetto
[4] P.O.P. - Point Of Presence, nodo di accesso alla rete
[5] P.A.D. - Packet Assembler Disassembler
[6] N.U.A. - Network User Address
[7] D.N.I.C. - Data Network International Code
[8] Nickname, Alias: soprannome di rete, nomignolo utilizzato
al posto del proprio vero nome
[9] NUA di computer connessi a reti di pubblico accesso
come Internet, con modem collegati i quali permettono di
effettuare chiamate in uscita accedendo ai modem stessi
[10] Una delle piu' diffuse edizioni serali svedesi
[11] Expressen , venerdi' 4 febbraio 1994, pagina 11
[12] Swedish counter-espionage
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