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Tracce digitali

Quando la tecnologia "ci tradisce": le nostre tracce digitali senza Pc

La riservatezza e' a rischio anche quando ci muoviamo nello spazio fisico. Grazie a ponti radio, bancomat, Viacard e carte di credito si puo' sempre sapere dove siamo e che cosa stiamo facendo

di Raoul Chiesa
Network Security Manager @ Mediaservice.net/D.S.D. (Divisione Sicurezza Dati)
Founder Member of ClusIT, Italian Security Association
Articolo pubblicato su MyTech

Abbiamo parlato delle tracce informatiche, di quei piccoli e grandi "segnali del nostro passaggio" che lasciamo, spesso senza saperlo, quando ci colleghiamo a Internet, navighiamo e spediamo e-mail.
Ma cosa succede quando non utilizziamo - o crediamo di non utilizzare - alcuna apparecchiatura informatica "standard"?
Quasi due anni fa scrissi un dossier sulle cosi' dette Reti di Controllo Globale, dove analizzavo nel dettaglio i sistemi di controllo Echelon ed Enfopol.
Sino allo scorso anno si e' parlato molto di questo scandalo, soprattutto dopo la pubblicazione del Rapporto Stoa da parte di Steve Wright per la Comunita' Europea, dove veniva illustrato come le Intelligence di diversi paesi (Usa, Uk, Australia, Nuova Zelanda) abbiano intercettato a fini commerciali le comunicazioni di aziende e privati europei. Oggi non se ne parla piu', le interrogazioni parlamentari sono finite nel nulla e i cittadini europei ancora non sanno se e come viene tutelata la loro privacy.
Il confine tra la riservatezza del cittadino e "sicurezza di Stato" e' indubbiamente molto sottile, ma la tecnologia e le comodita' di ogni giorno non ci aiutano certamente a rimanere "anonimi" e irrintracciabili: vediamo insieme le tipologie di informazioni che lasciamo - spesso inconsapevolmente - sul nostro cammino.
Immaginiamo una semplice trasferta a Nizza per una gita insieme alla fidanzata e vediamo come diventiamo Pollicino senza saperlo.

Il cellulare: "toh, s'e' alzato!"
Sveglia alle 9.00, facciamo una doccia, ci laviamo i denti, usciamo di casa e accendiamo il cellulare. Automaticamente il nostro telefono invia un segnale al ponte radio, dice "sono vivo" e la rete cellulare sa che siamo reperibili, ovvero "accesi".
Saliamo in macchina e andiamo a prendere la fidanzata che abita fuori Torino: strada facendo superiamo piu' ponti e la rete cellulare sa dove ci troviamo in quel momento, con scarti veramente minimi, registrati in tempo reale o a scadenze prefissate (a seconda delle impostazioni della rete Gsm da noi utilizzata, del carico/ponte e cosi' via).

Il bancomat: "perche' preleva cosi' tanto?"
Prima di partire per il nostro viaggio a Nizza dobbiamo naturalmente avere dei soldi (vuoi mai che ci freghino con la valuta se usiamo troppo la carta di credito) e ci fermiamo ad un bancomat: nel preciso istante in qui effettuiamo il prelievo la nostra banca, dalla sede centrale, sa in che zona della citta' eravamo all'ora del prelievo, quanto abbiamo ritirato e, naturalmente, da quale banca.
Questa non e' una traccia da trascurare, in genere quando vi sono casi di persone scomparse una prima immediata verifica svolta dalle autorita' e' proprio quella del conto bancario e degli ultimi prelievi effettuati.

Viacard/Telepass: "preferisce la Torino-Savona"
A questo punto, soldi in tasca e ragazza a fianco, imbocchiamo la tangenziale: inseriamo la nostra Viacard e il sistema informatico autostradale sa che abbiamo preso la tangenziale sud in direzione Savona alle 10.30 di mattina.
Qualora ci fossero dubbi il segnale del nostro cellulare e' sempre li' a confermare la posizione. Imbocchiamo l'autostrada ed il Telepass segnala il nostro ingresso sull'autostrada Torino-Savona alle ore 11.00 precise.

Il confine: "se ne va in Francia"
Usciamo dall'autostrada italiana e, prima di giungere al confine, abbiamo comunicato senza saperlo anche la nostra velocita' oraria media, dato che il casello di uscita - sempre pagato con il Telepass - informa ovviamente anche sull'orario di uscita: se la polizia stradale lo applicasse come verifica automatica non si scapperebbe piu' a nessuna multa per eccesso di velocita'.
Giungiamo al confine e il nostro Gsm comunica - se il cambio operatore Gsm e' impostato su "automatico" - al ponte una richiesta di roaming, ovvero la possibilita' di ricevere ed effettuare chiamate anche se ci si trova in un altro stato.
Per chi avesse impostato la selezione manuale dell'operatore la scelta e' tra Itineris e Sfr: naturalmente in ambo i casi il nostro carrier Gsm sa che ci troviamo in Francia.

La carta di credito: "ma quanto spende"
Ci fermiamo in un paesino sulla strada e per evitare di cambiare i soldi paghiamo con la carta di credito: l'ente gestore del servizio sa - in tempo reale o in differita a seconda del metodo pagamento, il quale puo' essere manuale o telematico - cosa abbiamo acquistato, dove, in che data ed a che ora.

Il roaming: "ma quanto chiama"
Gia' che abbiamo il roaming chiamiamo gli amici in Italia per fare i belli e dire "siamo in Francia e stiamo andando a Nizza !".
Anche in questo caso le informazioni sulle chiamate sono a disposizione del carrier Gsm; siccome pero' siamo in roaming la registrazione delle chiamate effettuate (a livello di numero telefonico chiamato, cella usata, etc..) vengono inviate dal carrier Gsm francese a quello italiano, con procedure e tempistiche che variano a seconda dei casi.
Una curiosita': qualora volessimo richiedere uno storico dei numeri da noi chiamati agli operatori Gsm, la risposta in tempo reale puo' risalire fino ad una media massima di 4 mesi, mentre i carrier sono comunque obbligati a tenere il backup completo di tutte le utenze chiamate da ogni singolo abbonato per periodi molto, molto piu' lunghi.
Non si scappa, quindi, anche a controlli a ritroso.

Il Gsm: "eccoli, sono tornati!"
Fatto il nostro viaggetto a Nizza ritorniamo indietro, lasciamo le stesse tracce di prima ma in direzione inversa, ricambiamo il roaming e, passato il confine, chiamiamo a casa per informare del nostro imminente arrivo e, senza saperlo, comunichiamo ufficialmente il nostro rientro in Italia, in quanto stiamo utilizzando un ponte italiano.

Come abbiamo visto, le "tracce digitali" non si limitano a Internet e alle reti di trasmissione dati, ma si inseriscono quotidianamente nella nostra vita: spero che questa breve panoramica possa essere utile ai piu' "gelosi" della propria privacy.
Per i piu' curiosi consiglio vivamente la lettura del dossier citato, soprattutto per capire come su queste informazioni si possano effettuare controlli incrociati, monitorando passo per passo i nostri movimenti: Echelon insegna e Carnivore sta arrivando.

 

Note

Il sistema cellulare (Tacs e Gsm) funziona a celle: ogni cella fa capo a un ponte radio, il quale comunica con i gateway terrestri e instrada le nostre telefonate (urbane e cellulari, sui differenti carrier telefonici)

Ogni ponte ha un'area specifica e, giunti al limite della zona, il compito di continuare la nostra telefonata passa al ponte successivo. Il termine preciso dovrebbe pero' essere "stazione radiobase", mentre oggi viene utilizzata la definizione di "cella"

La stampa ha iniziato in Italia a parlare di Echelon il 20 marzo 1998 quando il settimanale il Mondo dedico' un primo "speciale" dal titolo Licenza di spiare, i segreti di Echelon: cosi' Usa e Gran Bretagna ci spiano. Si riferiva al caso Echelon e alla scoperta della sua esistenza. Nel 1947, piu' di cinquant'anni fa, venne alla luce un "patto", un'alleanza strategica tra cinque paesi. Il patto fu chiamato Ukusa e i paesi costituenti erano Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda. L'obiettivo e' chiaro e di ampia portata: intercettare, spiare, analizzare le informazioni che viaggiano nell'etere. Dagli anni '50 a oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante. La telefonia fissa, i telefax, quella cellulare, i satelliti, Internet: il mondo ha cambiato il modo di comunicare. Il patto Ukusa non e' rimasto fermo e questo e' il sistema Echelon

Carnivore e' uno dei componenti della DragonWare Suite, una serie di applicazioni sviluppate da una societa' in Arizona molto particolare, avendo di fatto un unico cliente, il Governo degli Stati Uniti d'America, ovvero le principali Intelligence Agency statunitensi; i lettori probabilmente non avranno mai sentito parlare di tale suite software, utilizzata per monitorizzare e intercettare ogni tipo di chiamata voce o dati, ma in questo ultimo periodo la stampa e i mass media hanno dato estremo risalto a un componente software di questa suite, il Carnivore, un "grande fratello" in grado non solo di intercettare le comunicazioni e-mail di un soggetto ma anche di ricostruire la lista dei siti visitati da un indagato, le chiamate effettuate e cosi' via

 

 




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